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ADOZIONE DI UN GATTO

Per quale motivo volete Adottare un Cane ?

INGRESSO DEL CANE NELLA NUOVA ABITAZIONE (consigli utili)

 Prima di entrare in casa per la prima volta, porti il  nuovo amico in giardino o comunque nell’area che si intende usare per i suoi bisogni incoraggiandolo ad annusare per terra. Il cane sentirà presto il bisogno di sporcare e quando lo farà, lo premi con carezze o un bocconcino (ricordi di raccogliere le feci dalle aree pubbliche: è obbligatorio in alcuni Comuni e comunque... molto educato!).
Solo dopo quest’importante "rito" lo riporti a casa; così, quando vorrà sporcare di nuovo, tenterà di raggiungere l’area esterna dove era stato condotto prima di entrare. Alcuni segnali indicheranno il suo bisogno di uscire (passeggiare avanti e indietro o stare vicino alla porta): è nelle prime due settimane che il  cane imparerà come funzionano le cose nella sua nuova casa e cosa c’è di diverso rispetto alla precedente.
Una delle principali cause d’abbandono dei cani, e del conseguente ricovero in canile, è l’incapacità dei proprietari di gestire e risolvere atteggiamenti indesiderati e/o problemi comportamentali.
Ciò non vuol dire averne necessariamente : spesso basta fare capire al cane che c’è una differenza tra le regole di prima e quelle attuali. E’ importante lasciare il tempo di ambientarsi; si può approfittare di questo periodo per osservare come si comporta con i componenti della famiglia, con gli amici e con altri cani o animali da compagnia. Occorre invitare sempre il cane ad avvicinarsi alla gente, piuttosto che consentire alle persone di avvicinarsi a lui: questo consente all’animale di graduare a suo modo le nuove esperienze acquistando fiducia e confidenze senza traumi.
http://www.asl.como.it/canile/img/001.jpgAlcuni cani possono sentirsi molto intimiditi dalla presenza di sconosciuti che vogliono attirare la loro attenzione; quindi  permetta di seguire liberamente i propri ritmi.

E’ imporetante evitare di  prendere in braccio  l’animale forzandolo ad avvicinarsi: quest’approccio lo spaventerà, si sentirà imprigionato e cercherà di divincolarsi per fuggire.
Se possiede  un altro cane, è essenziale che il primo incontro avvenga fuori dalla casa, in territorio neutrale. Per minimizzare ogni attrito circa il possesso dei giochi e delle aree di riposo, al momento del primo ingresso in casa elimini momentaneamente giocattoli, ciotole e lettino del "primogenito".
Quando i due si saranno conosciuti, introduca gradualmente i giocattoli, tenendo quello preferito per ultimo e riposizioni la branda solo quando sono stati insieme varie ore.

Lasci solo il cane in una stanza per pochi minuti più volte al giorno, anche se è in casa; sembra strano, ma seguendo questa semplice procedura per le prime settimane si abituerà serenamente alla solitudine ed eviterà di sviluppare con Lei un legame ossessivo, che potrebbe diventare fonte di notevoli problemi.
Occorre pianificare attentamente i primo giorni di adattamento: alcuni nuovi proprietari  prendono dei giorni di ferie per far ambientare il cane, con il risultato di abituarlo ad avere compagnia tutto il tempo. Poi, quando il proprietario ritorna al lavoro, l’animale è sopraffatto dal cambio di routine e, lasciato solo, magari sporca in casa o adotta atteggiamenti distruttivi: cerchi quindi di mantenere la normalità sin dal primo giorno. Se lavora o è fuori casa per parecchie ore al giorno, finché non si è ambientato, chieda a familiari o amici di intervenire per interrompere periodi di solitudine troppo prolungati.
Se abbaia e rosicchia i mobili:  le ragioni possono essere molte, la più comune è perché vuole attirare l’attenzione del padrone, vuole che gli parli, lo guardi, lo tocchi, sia presente. Quando è solo aspetta ansiosamente il  ritorno a casa del proprietario. Un cane in preda all’angoscia sporca e distrugge un gran numero di arredi; quando il proprietario finalmente ritorna, si rende conto dei danni, con il risultato di sgridarlo (cioè gli parla), lo affronta minaccioso (lo guarda), e lo prende per la collotola (lo tocca), dandogli così tutto ciò che si aspettava e desiderava. Inoltre il proprietario  sgridandolo gli mostra i danni, pensando così di fargli capire che ha combinato un guaio, ma il cane capisce che per merito delle sue azioni il padrone è tornato e gli concede moltissime attenzioni (non comprenderà eventuali punizioni perché non è in grado di metterle in relazione all’evento che le ha provocate).


Seguendo questi semplici suggerimenti potrà minimizzare le probabilità che il cane faccia danni quando lasciato solo:

  1. Quando esce lasci un osso (quelli finti vanno benissimo): lo terrà occupato per un po’ di tempo; quando è in casa lo nasconda, così lo conserverà per la prossima volta e manterrà un certo valore come novità.
  2. Abitui il cane a stare solo e tranquillo per un po’ in una stanza mentre lei è in casa, per minimizzare l’impatto quando è altrove.
  3. Gli faccia fare un bel po’ di esercizio fisico un’ora prima della sua uscita.
  4. Per 20 minuti prima di andarsene, non gli dia attenzione, per minimizzare il contrasto tra la Sua presenza e l’assenza. Allo stesso modo, quando rientra, mantenga un atteggiamento distaccato nei suoi confronti, come se Lei fosse uscito e rientrato nell’arco di pochi minuti.
  5. Lasci un indumento recentemente indossato fuori dalla porta della stanza dove sta il cane: lui lo annuserà e saprà che non è lontano (anche una registrazione della voce contribuirà a rassicurarlo).

Esistono in commercio (nei negozi per animali) dei deterrenti dal sapore sgradevole che possono servire a dissuaderlo dal masticare certi oggetti quando lasciato solo (segua le istruzioni del prodotto).

Uno dei problemi, quando si tenta di educare un cane usando le punizioni, è che a volte ciò che il proprietario vede come un castigo, viene inteso dall’animale come una gradita forma di attenzione; ricompensare un determinato comportamento significa rinforzarlo. Inoltre le punizioni, generando stati di ansia, provocano nel cane una tensione emotiva che ne limita le capacità di apprendimento.
Prenda il saltare addosso, per esempio. Il cane salta addosso al proprietario tentando di ottenere la sua attenzione; vuole che gli parli, lo guardi e lo tocchi. Il padrone gli grida "no" (gli parla), lo fissa dritto negli occhi (lo guarda) e lo spinge giù (lo tocca). Il comportamento è quindi rinforzato ed il cane, ottenendo ciò che vuole, sarà sempre più invogliato a saltare addosso.
http://www.asl.como.it/canile/img/002.jpgSe fa qualcosa che giudica inaccettabile il miglior metodo di correzione è quello definito "correzione ambientale"; il cane riceve una "punizione" non da Lei ma dall’ambiente, come diretto risultato del suo comportamento non voluto. In realtà non è una "punizione" ma uno stimolo distraente, un rinforzo negativo che ferma l’azione non voluta dal proprietario.
Facciamo qualche esempio. Il cane tenta di saltare addosso per avere attenzione, ma qualcuno, senza farsi notare, schizza con una pistola ad acqua il suo naso. Lui ne rimane sorpreso e infastidito, mentre il proprietario lo ignora completamente, non gli parla, non lo guarda e non lo tocca. Il cane smetterà di saltare addosso in quanto non solo non riceve alcuna ricompensa, ma ha provato una sensazione sgradevole mentre compiva l’azione non voluta. La pistola ad acqua è, in questo caso, la correzione ambientale.
Quando il cane ha quattro zampe a terra, parlategli lodandolo, guardatelo ed accarezzatelo gratificandolo; presto smetterà di saltare addosso e adotterà il comportamento di è stare giù per attirare l’attenzione.
Si ricordi di ricompensare sempre i comportamenti che il cane deve apprendere perché questo determinerà il rafforzamento; se gli dà attenzione solo quando Lei vuole e non quando lui lo domanda, l’intero processo di ambientamento in casa sarà più facile.

E’ importante che il cane abbia ogni giorno almeno due momenti di esercizio fisico durante i quali gli sarà permesso di sfogarsi liberamente. Gli insegni a giocare con una palla, un pupazzo, un pezzo di legno; così diminuiscono le possibilità che inizi a vagabondare e cerchi di trovare da solo altri modi di divertirsi meno adatti o pericolosi.
Lo faccia giocare in aree chiuse o recintate fino a che non sarà sicuro che riconosca la Sua voce e ritorni quando chiamato. Se Le è impossibile trovare zone con quelle caratteristiche può utilizzare un guinzaglio allungabile, fino a quando non avrà imparato a tornare al richiamo.
Non si arrischi a liberarlo fino a che non sia certo che risponderà al comando. Se per un certo periodo non risponde, quando finalmente riesce ad acchiapparlo non deve punirlo né sgridarlo ma al contrario lodarlo, perché non associ il ritorno con un’esperienza sgradevole.

Ci piacerebbe che Lei e la Sua famiglia foste felici di adottare un cane del canile, il vostro fedele e leale compagno.
Sono pochi quelli che vengono riportati perché non affidabili; la maggior parte chiede solo un’altra occasione per ricostruire l’amore e la fiducia che avevano nel precedente padrone prima di essere dati via o abbandonati.
Cerchi di essere un proprietario coscienzioso: cominci come pensa di andare avanti, vedrà che molti problemi saranno evitati.
Se ha difficoltà con il Suo cane, si ricordi che alcuni consigli dati tempestivamente possono aiutarla e che quasi tutti i problemi sono più facili da risolvere, se sono affrontati immediatamente.

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